Tema del prossimo trentaquattro

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Se, invece, vuoi comparire soltanto online, scegli il tema che più ti interessa e dai liberamente potere alla tua voce!
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Monday, September 28, 2009

dimmi la verità, la veritaaaaaa



Quello che sta succedendo all'informazione di massa, in questo periodo, è abbastanza sotto gli occhi di tutti. Se da una parte il governo non prova vergogna ad assumersi peculiarità del parlamento e giocare a rimpiattino col palinsesto, dall'altra si comporta più cautamente, per attaccare i mass media cartacei. Dove per "più cautamente" intendo che fa le cose losche.


Oggi in particolare mi riferisco al disegno di legge sulle intercettazioni, che mette una catena alle braccia già claudicanti dei giornalisti italiani. Di base c'è il terrore di querele penali e civili, figlio del fatto che molto spesso i presunti diffamati abbiano un corpo di avvocati abbastanza consistente, e dall'altra parte, il giornalista viene abbandonato, ed è facile quindi che pure in condizione di dubbio, quest'ultimo venga condannato e bollato come diffamatore.


Per evitare il tracollo ad un'azienda di stampa medio piccola, spesso l'editore mette la mani avanti e mette pressioni sul giornalista, che a questo punto deve stare attento a quello che scrive. In più per riportare un atto del procedimento (e poi processo) penale, e non incappare in denunzie, il nostro buon scrittore deve dimostrare (non a sè stesso, al giudice sempre eh) che la notizia:

-sia vera

-sia di interesse pubblico

-non abbia un tono inutilmente aggressivo

-non ci siano notizie personali superflue

... E fin qui tutto bene, ma l'assurdo sta nel fatto che se il nostro eroe è troppo preciso, e riporta l'atto, dovra fare iconti con l'art.114 del c.p.p, se invece riporta la notizia per riassunto, rischia di dover fare i conti con il giudice civile per diffamazione, non essendo stato abbastanza preciso.


La nuova legge sulla privacy, allargherebbe poi, lo spettro dell'art.114 e del 329, pretendendo di comminare una pena di 5000 pleuri a chi violi il segreto "posto sugli atti di indagine e su ogni pubblicazione arbitraira" (queste ultime due parole regalano al giudice una completa discrezionalità), in più all'editore del giornale viene posta la spada di damocle della responsabilità amministrativa che grava sull'azienda per i reati commessi dai dipendendi, nell'ambito della propria attività... quindi? quindi per ogni atto del procedimento VERO, non più coperto da SEGRETO investigativo, e riportato in maniera corretta e dettagliata l'editore rischia di pagare da un minimo di 25 mila ad un massimo di 465 soldini... A questo punto sarà l'editore a fare pressioni sul cronista, perchè si tanga alla larga da situazioni troppo losche.


La soluzione? facile, oggiogiorno chi querela non rischia niente, sia per il discorso di prima della sua capiente capacità difensiva, sia perchè, dal punto di vista legale, il massimo in cui può incappare è il pagamento delle spese del processo. Disincentivare la querela selvaggia, sembrerebbe un riemdio abbastanza efficace per limitare lo strapotere del querelante che indirettamente schiaccia la libertà di chi vuole portare alla luce aspetti spesso farraginosi dei processi italiani.


Friday, September 18, 2009

Presidio rinviato




Dopo tutte le storielle sulla censura e su tutto quello che berlusconi sta facendo per difendersi dai comunisti, avevamo deciso di partecipare ad un paio di presidi che erano stati indetti da PD e CGIL... Tuttavia dopo quello che è successo in Afghanistan, la sinistra ha deciso di annullare gli appuntamenti, rinviando a data da destinarsi.
Non voglio fare polemica, in Italia muiono una media di 4 virgola qualcosa lavoratori al giorno.
Ipocrisia non è la parola giusta, ma è la prima che mi viene in mente.

Monday, September 14, 2009

siam tra color che sono sospesi




Già da tempo avevo pensato che si stesse facendo della bella propaganda sulla pelle dei terremotati, ma speravo che la situazione sarebbe cambiata. Speranza mal riposta.


Succede che il premier ha fatto una combo mica da ridere. Da una parte si cancella l'appuntamento con "Ballarò" per dar spazio ad una puntata speciale di "porta a porta", e dall'altra si mette insieme un teatrino per mostrare all'Italia quanto questo governo abbia fatto per i "terremotati dell'Aquila". Lasciando però da parte la situazione ridicola (a paurosa, perchè da ridere effettivamente c'è ben poco) che sta vivendo la libertà di espressione nel nostro paese, dove Santoro è ancora senza contratto e dove la tivi di stato rifiuta la copertura legale a "reporter", cerchiamo di capire insieme com'è la situazione dei terremotati in centro Italia.


Molti campi tendati che erano stati allestiti da Croce Rossa e Protezione Civile, sono stati chiusi e sgomberati, nella speranza di dare alloggio agli sfollati in una serie di prefabbricati fatti arrivare da chissà dove. In più entro il 31 settembre chiuderanno anche i restanti 112 campi, i cui attuali abitanti NON sanno dove andranno a finire. Se contiamo che non sono stati consegnati nemmeno i due cantieri più attivi, possiamo immaginare che gli sfollati rimpiangeranno i 5 mesi emmezzo di tenda, visto che a fine mese non avranno più un posto dove andare. Le parole delle persone che si trovano in questa situazione sono abbastanza chiaro, c'è chi si è sentito (sente?!) trattato come un deportato e chi si lamenta del fatto che le soluzione prese dallo stato hanno smembrato famiglie e diviso nuclei di persone che per anni sono stati dirimpettai (esempio comodo è quello della militarizzazione dei campi, dove famigliari e parenti non appartenenti ad una determinata zona devono pagare un corrispettivo di 5€ per stare una giornata nel campo con i propri cari).


L'esperienza più vergognosa è quella di Piazza D'Armi, dove il più grosso campo tendato è stato sgomberato la settimana scorsa, senza dare valide alternative agli Aquiliani che viveano li ormai da 5 mesi. Queste le parole che mi hanno colpito di più "Come già raccontato a non trovare sistemazione a L’Aquila soprattutto gli anziani e persone con disagi: insomma i meno produttivi"... e ancora i ragazzi del comitato 3e32 mandano questo appello "Adesso è già tardi. Fa freddo, la situazione è complessa e drammatica allo stesso tempo. Il miglior modo di affrontarla è il risveglio delle coscienze. Non aspettiamo ancora che qualcuno ci salvi. Soccorriamoci l’un l’altro". Intorno all'Aquila stanno cominciando ad occupare zone abbandonate, la popolazione è quindi ora obbligata a cadere nell'illecito per poter sopravvivere (amici siamo a settembre, comincia a fare freddo), e la cosa non farebbe venire cosi tanto il voltastomaco se chi ci governa non si riempisse la bocca con un paio di casette che con buona probabilità diventeranno le dimore fisse dei primi che ci entreranno, costretti a vivere nell'eterna speranza di riavere una casa vera.